apr 17

campagna elettrorale 2008 lega«Dopo il voto è il momento di lavorare per portare a casa quei risultati che il Paese si aspetta e per i quali ci ha confermato la propria fiducia».

Il giorno dopo quello che molti definiscono come il “trionfo leghista”, è Rosi Mauro, Segretario Generale del Sin.Pa. a tracciare un bilancio del lavoro svolto e a guardare avanti.

[Data pubblicazione: 16/04/2008]

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Il: 17 04 2008| Nessun Commento »
gen 25

Free Image Hosting at allyoucanupload.comIn molti avranno cercato ieri in edicola il Corriere della Sera: in vicende come quelle di questi giorni la voce del più autorevole (?!) quotidiano italiano, da sempre specchio della borghesia lombarda, non può che essere interessante.

Peccato che ieri il vero quotidiano di via Solferino non si trovasse da nessuna parte: al suo posto, un Corriere contraffatto, stampato in chissà quale tipografia clandestina. Comprandolo, gli ignari lettori hanno trovato nella parte alta della prima pagina (quella sopra la piega, per intenderci: ossia quella che ha maggiore visibilità): editoriale di Mario Monti sul rapporto Attali (si legge “Attalì”) intitolato “Un’agenda super partes”; il titolo d’apertura sul Medio Oriente, “I palestinesi sfondano il muro. Abbattuto il confine: corsa per gli acquisti dopo una settimana di embargo israeliano”, con commento di Antonio Ferrari “Due Hamas in guerra” e intervista a Yehoshua “Questa è l’ora della tregua”. Infine, nella parte alta, gli “strilli” dedicati al “Grande affare delle gite scolastiche” (parbleau!), all’imprescindibile tema “Merkel e Gates: un pc per tutti i poveri” e all’altrettanto imperdibile “Dinastia dei paperi” (leggasi Qui, Quo e Qua, con vari zii).

E la crisi di Governo che sta squassando il Paese? Trova posto solo nella parte bassa del giornale, ridotta a un taglio medio con tre righine striminzite di riassunto. Mi sono ribellato: no, non poteva essere quello il vero Corriere! Ho chiesto all’edicolante di sostituirmi la copia, di darmene una autentica. Senza esito.

Cattivo pensiero finale: e se questa “stranezza” fosse dovuta a un celebre editoriale del grande capo di via Solferino, Paolo Mieli, con il quale il direttore invitava la borghesia lombarda (senza esito) a votare per Romano Prodi?

[Data pubblicazione: 25/01/2008]

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Il: 25 01 2008| Nessun Commento »
ott 18

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da La Padania - 18 Ottobre 2007 - pag 9

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Il: 18 10 2007| 1 Commento »
ott 3

Free Image Hosting at allyoucanupload.com«Una reazione ipocrita e isterica, da marito tradito. Ma la Lega non ha sposato nessuno e, se qui c’è qualcuno che è stato tradito, questo è il Nord».

Roberto Maroni attacca il Governo per aver disatteso gli impegni sul federalismo fiscale e la devolution lombarda e accetta il dibattito parlamentare chiesto dagli ulivisti sulle parole pronunciate da Bossi a Vicenza. «Ben venga - replica il capogruppo del Carroccio -. Sarebbe il primo sulla Questione Settentrionale».

Onorevole Maroni, cosa c’è dietro a questo moto d’indignazione della sinistra?
«Io ci vedo molta ipocrisia, ma anche il tentativo di nascondere la grave crisi che la maggioranza sta attraversando.
Una crisi di valori, di identità, di progettualità. La sinistra ormai è capace solo di litigare e per questo vuole trasferire su Bossi e sulla Lega polemiche che altrimenti rischierebbero di travolgerla. Bossi ha semplicemente ritirato fuori la Questione Settentrionale».
Un argomento che la sinistra affronta solo a parole. Da questo Governo al Nord non è arrivato nulla di buono.
«Nulla di positivo e molto di negativo. L’aumento della pressione fiscale contenuto nella scorsa Finanziaria è stato micidiale e in questa manovra si prevedono altri tagli per i Comuni».
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Il: 3 10 2007| Nessun Commento »
giu 20

Sono “indignati” e “sconcertati” per la decisione della maggioranza che li ha puniti con 10 giorni di sospensione dai lavori di Montecitorio per «un fatto che non ha generato violenza ma che è stato solo la rivendicazione e la richiesta al governo di andare via».

[Data pubblicazione: 20/06/2007]

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Il: 20 06 2007| Nessun Commento »
giu 12

Quando gli amici vi chiedono dove siano finiti i soldi delle loro pensioni rispondetegli di interpellare i sindacati, evitando di prendersela con Berlusconi, Maroni o la CdL di turno. Fino a prova contraria, a rotazione la Triplice ha presieduto l’Inps negli anni d’oro. Sicuramente il sindacato sa come sono andate le cose. Baby pensioni, invalidità, contributi agricoli…, chi c’era era anche al corrente del nostro conto corrente un po’ più povero negli anni a venire, vista l’eredità che ci hanno lasciato.

Ma nella missione del sindacato, oltre che vigilare sul buon andamento previdenziale, c’era - l’imperfetto calza spesso bene - anche la tutela dei posti di lavoro, la contrattazione, la concertazione con Confindustria, gli aumenti, i rinnovi con gli statali.

Mancava però qualcosa all’appello nella società dell’immagine: organizzare oltre che le gite per le grandi manifestazioni, anche la presenza, a pagamento, a quanto pare, nella platea del pubblico dei giochi televisivi.

Lo abbiamo visto scritto ieri sul quotidiano della popolare Torino operaia. Si narra di una giovane che, grazie all’organizzazione della Cgil avrebbe presenziato ad “Affari tuoi”. Cifra modica: pullman e posto a sedere 22 euro. Immaginiamo rientri nella mission sociale del sindacato che, nei tempi che mutano, non resta a piedi ma sale in carrozza. Il biglietto lo paga il tesserato. Immaginiamo anche che il modico contributo finisca nel bilancio (ancora non obbligatorio) del sindacato e dirottato ad altrettante attività di mutuo soccorso o di riqualificazione professionale. Unire l’utile al dilettevole, tutto qui. In fin dei conti, che c’è di male?

Sono finiti i tempi della lotta di classe, lo stesso dicasi per la lotta al posto fisso. Tanto vale tentare la fortuna del posto variabile, della reinterpretazione del posto atipico, quello della vetrina tv. Se ti va bene, qualcuno ti riconosce. Vuoi vedere che la bella presenza adesso fa curriculum? Dal Grande Fratello al Grande Compagno come sponsor. Evolviti, Cipputi.

[Data pubblicazione: 12/06/2007]

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Il: 12 06 2007| Nessun Commento »
apr 27

15 zone a fisco “zero” e i soliti socialmente utili

Il viceministro D’Antoni ha esposto il piano settennale per lo sviluppo del Mezzogiorno (120 miliardi di euro), su cui sono necessari alcuni chiarimenti. Preme precisare, in premessa, che è interesse di tutti, e del Nord in particolare, che il Mezzogiorno si sviluppi.
In tal senso la Lega si batte da sempre e ha proposto il Federalismo fiscale come l’unica vera soluzione del problema.

Il fatto che il Nord paghi pesantemente il mancato sviluppo di parte del Paese è di tutta evidenza.

Un esempio: la sola regione Lombardia ha un residuo fiscale, ovvero la differenza tra quanto versato in tasse e quanto ricevuto sotto forma di trasferimenti monetari e di servizi (scuola, sanità,…), di oltre 50 miliardi di euro l’anno. Una cifra enorme. Oltre 5.000 euro a testa, nonni e bambini compresi.
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Il: 27 04 2007| Nessun Commento »
apr 25

E ancora c’è chi piange per il presunto “scippo” degli Europei. All’Italia bisognava darli, mica a Polonia e Ucraina che non hanno i titoli e i mezzi e le strutture. Bum! Di fronte a cotanto “scandalo” i notabili dello sport italiota potranno confrontarsi con i parigrado della cultura e dello spettacolo tricolore. Perché se “scippo” c’è stato per l’assegnazione degli Europei di calcio, come definire quanto avvenuto per la “Festa del teatro italiano”? Assegnata con benedizione pubblica del ministro Rutelli a chi? A Napoli.

Quindici erano le città in lizza, tra esse Milano. Una candidatura sostenuta in coro - al di là di ogni bandiera politica - da Comune, Regione e Provincia. Perché Milano è la piazza più importante d’Italia per il teatro, quella che - cifre alla mano - porta più spettatori nelle sale, quella che conta un numero altissimo di istituzioni di livello mondiale come di piccole realtà di quartiere. Insomma, se la meritocrazia conta…
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Il: 25 04 2007| Nessun Commento »
apr 10

di Dario Galli

Passata la breve pausa pasquale, non c’è dubbio che le prime pagine dei giornali torneranno a riempirsi degli argomenti di sempre: l’Udc fuori o dentro… Prodi resiste o non resiste? Ma soprattutto si riprenderà a parlare dell’affare Telecom. Alle persone normali, quelle impegnate nella battaglia quotidiana per sopravvivere alle difficoltà e alle pastoie burocratiche che lo Stato ci infligge, la questione oggettivamente interessa abbastanza poco. Da anni queste persone telefonano, inviano e-mail e fax senza più bisogno della telefonia di Stato e della stessa non sentono più il bisogno.

Si interessano a Telecom solo per curiosità e al massimo si domandano perché mai una nazione intera si dovrebbe preoccupare per un’azienda che ha 30-40 miliardi di debiti e che è famosa ormai più per le prestazioni televisive della moglie dell’ex presidente che non per questioni oggettive di importanza economica. In effetti, semplificando padanamente, la questione la si potrebbe risolvere qua.

In Italia, la telefonia mobile (almeno quella per fortuna) è da anni in regime di effettiva concorrenza, con la conseguente riduzione di costi (le famiglie spendono molto perché i figli sono sempre attaccati al telefonino, ma il costo allo scatto è crollato rispetto a dieci anni fa). La telefonia fissa è sempre più in crisi e io personalmente non metterei un centesimo sulla possibilità che fra qualche lustro ci saranno ancora in giro doppini telefonici o altro per trasmettere informazioni e che il tutto, invece, non avverrà esclusivamente via etere.

Telecom però ha rappresentato e rappresenta l’essenza dell’economia di Stato e della connivenza tra politica e finanza.
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Il: 10 04 2007| Nessun Commento »
mar 25

Altro che tre miliardi. Ne servono molti di più visto il buco-sanità della Regione Campania. Stiamo parlando del fondo previsto dalla Finanziaria per le Regioni con i maggiori disavanzi di cassa.

Quei tre miliardi sbloccati dal Consiglio dei ministri pochi giorni fa per il ripiano del debito sanitario, collezionato dalle amministrazioni regionali fino a due anni fa, non sono più sufficienti. La Campania di Bassolino, che dichiarava un deficit di 320 milioni di euro, dice ora di aver sbagliato i conti: il buco è di 2 miliardi e trecento milioni.

[Data pubblicazione: 25/03/2007]

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Il: 25 03 2007| Nessun Commento »

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