Lega Nord Landriano
Set
5

Il killer di Treviso era libero per indulto

Cosa diranno, adesso, a Daniele Pellicciardi, quel figlio di cui era stato controllato con attenzione l’alibi? Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di dirgli che uno degli assassini dei suoi genitori, già in carcere per reati come furto, rapina e violenza sessuale di gruppo, era stato rimesso in libertà per gentile concessione dello Stato?

Ieri è stata una giornata di soddisfazione e di rabbia. Di soddisfazione, innanzitutto, perché i carabinieri, al termine di un grande lavoro investigativo, coordinato dal procuratore Antonio Fojadelli, sono riusciti a individuare e ad arrestare i responsabili di uno dei crimini più efferati che il Veneto ricordi. Ma anche di rabbia, perché hanno scoperto che un analogo lavoro egregio, svolto dal commissariato di Castelvolturno qualche tempo fa, capace di assicurare alla giustizia una specie di belva come Naim Stafa, albanese, era stato liquefatto dall’entrata in vigore dell’ultimo indulto.

Se la giustizia funzionasse davvero, quell’assassino non sarebbe mai stato liberato, non gli sarebbe stato permesso di colpire ancora. Chi ha ucciso i due coniugi in quel modo ha davvero poco a che fare con l’essere umano. Strafatte di cocaina, le due belve albanesi hanno infierito sui Pellicciardi: volevano le chiavi della villa che la coppia proprio non aveva. Di fronte all’impossibilità di soddisfare quella richiesta, i due hanno immobilizzato l’uomo e l’hanno costretto ad assistere alla tortura della moglie, seviziata con un pesante scalpello. Seviziata e, alla fine, uccisa con violenza bruta. Poi, prima di andarsene con la borsa contenente i pochi averi della signora, tra cui un postamat, hanno chiuso i conti con il marito, ucciso con inaudita ferocia.

Fonte: Il Giornale

Articoli simili:

Scritto in Informazione Politica |

Iviate un commento

Nota bene: E' abilitata la moderazione dei commenti. Il vostro commento dovrà essere approvato prima di essere pubblicato.