Per Roberto Maroni le accuse di Amnesty international all’Italia, contenute nella lettera ai ministri dell’Ue in cui si giudica “dicriminatorio” il censimento nei campi nomadi, sono basate solo su “falsità”. “E’ tutto falso”, ha spiegato il ministro dell’Interno conversando con i giornalisti a Bruxelles: “Voi avete letto l’ordinanza? - ha chiesto l’esponente del Carroccio ai crinisti - . Si parla di rom? Si parla di impronte digitali? E’ ora di finirla con le falsità”. Dopo aver riferito di aver chiesto lui stesso di dedicare una prossima riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni a quella che ha definito “l’emergenza umanitaria dei campi nomadi”, Maroni ha menzionato gli ultimi attacchi ai campi, osservando che “dimostrano quanta sensibilità ci sia su questo tema e come bene il governo abbia fatto ad occuparsi della questione, affrontandola nel modo giusto, per risolverla e per evitare episodi come quello di Ponticelli. E l’unico modo per farlo è evitare che ci siano situazioni di degrado estremo”, come nei 100 campi attorno a Roma, “dove la metà dei nomadi sono bambini, 7.000 minori di cui solo 1.000 hanno precedenti sporadici si esperienza scolastica”. Bisogna, ha proseguito il ministro, “porre fine allo scempio dei campi nomadi abusivi in cui non ci sono le condizioni minime per cui donne e bambini possano vivere. Questa è una situazione su cui i politici hanno chiuso gli occhi per anni”.