Lega Nord Landriano
Apr
27

Il Meridione la fa ancora… franca

15 zone a fisco “zero” e i soliti socialmente utili

Il viceministro D’Antoni ha esposto il piano settennale per lo sviluppo del Mezzogiorno (120 miliardi di euro), su cui sono necessari alcuni chiarimenti. Preme precisare, in premessa, che è interesse di tutti, e del Nord in particolare, che il Mezzogiorno si sviluppi.
In tal senso la Lega si batte da sempre e ha proposto il Federalismo fiscale come l’unica vera soluzione del problema.

Il fatto che il Nord paghi pesantemente il mancato sviluppo di parte del Paese è di tutta evidenza.

Un esempio: la sola regione Lombardia ha un residuo fiscale, ovvero la differenza tra quanto versato in tasse e quanto ricevuto sotto forma di trasferimenti monetari e di servizi (scuola, sanità,…), di oltre 50 miliardi di euro l’anno. Una cifra enorme. Oltre 5.000 euro a testa, nonni e bambini compresi.

Questo significa che in meno di due anni e mezzo, la sola regione Lombardia fornisce le risorse per tutto il piano settennale di sviluppo del Mezzogiorno, che il realtà però è cofinanziato dall’Europa.

Da questo punto di vista, è a maggior ragione importante la qualità della spesa. Visto che a pagare, come al solito, è il Nord, che almeno le risorse siano ben spese, che generino sviluppo per davvero.

La priorità della questione infrastrutturale è assolutamente fondamentale, poiché se si condivide il principio della redistribuzione finalizzata alla riduzione del divario tra regioni ricche e regioni povere, essa tuttavia deve porsi in termini di infrastrutture e non di reddito. Infatti, per il reddito esiste già l’Irpef, che ridistribuisce pesantemente le risorse favorendo i meno abbienti, trattandoli tutti allo stesso modo, come giusto che sia: un pensionato del Nord è uguale a un pensionato del Sud; anzi, a onor del vero quello del Nord paga affitti molto più salati…

Non è pertanto possibile prevedere una duplice redistribuzione, sia in termini di infrastrutture che di sostegno al reddito, a pena di ingenerare solo confusione e ingiustizia sociale.
Purtroppo, anche rimanendo nel campo delle infrastrutture, vi sono molte ombre. Ad esempio, nella legge finanziaria 2007 per la viabilità secondaria di Sicilia e Calabria sono stanziati ben 500 milioni di euro in appena tre anni. Con tutta la buona volontà, è comunque impossibile arrivare nell’arco di tre anni a concludere i lavori; non si riuscirà nemmeno a finire la progettazione di 500 milioni di euro di strade di campagna, perché di questo si tratta, chiaramente non strategiche, alla faccia delle priorità indicate da D’Antoni.

Si tratta insomma dell’ennesimo intervento “a pioggia”, che contraddice la questione fondamentale delle priorità.

Anche le priorità sono però da considerare con attenzione. D’Antoni pensa a un grande polo logistico in Sicilia, primo centro di smistamento delle merci che arrivano dalla Cina. Peccato che oggi costa meno far arrivare un container da Pechino a Genova che da Genova a Milano: figuriamoci quanto costerà farlo arrivare da Gela a Milano! Non poteva mancare nel documento D’Antoni, da buon ex sindacalista, la stabilizzazione del lavoro precario.

Il Governo nel frattempo si è già portato avanti, finanziando l’assunzione a tempo indeterminato di precari, ovviamente e tanto per cambiare, nel pubblico impiego: 60 milioni di euro per 1.200 Lsu (lavoratori socialmente utili) e Lpu (lavoratori di pubblica utilità, ne ignoravamo l’esistenza!) della regione Calabria.

Peccato che i soldi bastano per due anni appena, poi lo stipendio chi lo paga?
Quanto alla questione del lavoro nero, tutti concordiamo sul fatto che vada arginato il fenomeno, la cui entità ed esistenza è fuor di dubbio. Basti riferirsi ai dati di consumo che, altrimenti, non potrebbero essere spiegati, dal momento che non è possibile comperare senza denaro.
L’istituzione di zone franche è la soluzione proposta. I quartieri spagnoli di Napoli come Campione d’Italia, interessante… All’inizio dovevano essere 10. Sono già diventate 15.
Chissà quante saranno alla fine. Chissà poi cosa succederà fuori dalle zone franche: si faranno anche lì i controlli come al Nord?
Oppure avremo una unica zona franca, cioè più o meno tutto rimarrà come prima?

[Data pubblicazione: 27/04/2007]

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