"Ci inchiniamo davanti a Gino Serena, che, nonostante l’età avanzata e una condizione fisica affatto ottimale, ha affrontato insieme agli altri le fatiche e lo stress di un lungo presidio in difesa della cultura e della civilta’ del Veneto intero". Sono le parole del presidente dei senatori della Lega Nord Federico Bricolo che ha espresso il cordoglio di tutto il gruppo del Carroccio a Palazzo Madama ricordando l’anziano manifestante che è morto stamani davanti al presidio contro il campo nomadi che il sindaco di Venezia vuole costruire a Mestre. ‘Pur non enfatizzando quanto accaduto - si legge nella dichiarazione di Bricolo - la Lega non puo’ che rendere omaggio allo spirito che ha alimentato gli ultimi anni della vita di Gino che, insieme a tanti altri, e’ sceso in campo per far si che in questo paese ci sia ancora uno stato di diritto e che ogni cittadino, che si presenta davanti alle istituzioni, abbia eguali diritti, ma soprattutto eguali doveri". Alcune decisioni assunte da amministratori locali del Veneto, secondo il capogruppo del Carroccio, "in primis il sindaco Cacciari, come di altre regioni, non vanno in questo senso e da quanto accaduto a Mestre la Lega trarrà nuovi insegnamenti per condurre, anche da sola, quella che è una battaglia di civilità, e che non deve diventare per il lassimo di talune istituzioni - conclude  Bricolo - una battaglia di sopravvivenza".

Di "eroe padano" parla il capodelegazione leghista al Parlamento europeo, Mario Borghezio: "I patrioti padani si inchinano alla memoria di Gino Serena, eroe padano della battaglia in corso a Mestre contro la vergognosa e dispendiosa costruzione di residenze gratuite per i nomadi".