mag 27

Ci accorgiamo sempre di più quanto la gente comune, alla quale della “portineria d’alto bordo” (come la definisce Feltri in un suo editoriale) non importa niente, sia distante dal gossip che in questi giorni imperversa su carta stampata e televisione. A poco meno di due settimane dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, ma soprattutto da quello per le Amministrative che si terranno in migliaia di Comuni e in molte Province di tutta Italia, il dibattito politico non è sulla qualità della vita delle persone e su come le forze politiche intendano eventualmente migliorarla, ma sulle presunte frequentazioni galanti del premier o sulle sentenze che lo riguardano, ma che vengono pubblicate con sospetta puntualità “elettorale”!

I conseguenti strascichi del pettegolezzo sul menage coniugale della coppia Lario-Berlusconi sono poi al centro dell’attenzione di molti illustri osservatori che, come sempre accade in questi casi, non mancano di schierarsi per l’una o per l’altra parte. Con tutto il rispetto per le persone chiamate in causa, tutto ciò è un po’ deprimente. La politica è altra cosa! Ma l’opposizione non sembra capirlo e ci mette pure del suo per aggravare la situazione.

Basti pensare, per esempio, alle ultime dichiarazioni del segretario del Pd per il quale “tutti chiedono fatti dopo le parole e le promesse, ma purtroppo il presidente del Consiglio e’ molto impegnato nella campagna elettorale e nelle sue vicende personali”. Niente da fare, Franceschini non resiste alla tentazione di fare riferimento alla vita personale del Cavaliere e, infischiandosene delle istanze della categorie che dovrebbe rappresentare (classe operaia e lavoratori in primo luogo), omette clamorosamente di dire cosa vuole fare il suo partito per i cittadini.

Forse anche per questo sono sempre di più gli elettori di sinistra che, delusi dall’atteggiamento di una classe dirigente troppo impegnata a “creare una società multietnica”, votano per la Lega Nord che da sempre li rappresenta davvero cercando di risolvere i problemi di tutti i giorni.

Di fronte ai temi della sicurezza, o all’applicazione di un federalismo fiscale che permetta di lasciare sul territorio le risorse (anziché dirottarle al centralismo romano) per destinarle al miglioramento dei servizi nei nostri Comuni, non c’è alcun dubbio da che parte stiano operai, lavoratori e cassintegrati.

Solo il Carroccio, infatti, li può rappresentare a pieno titolo perché solo il nostro movimento va avanti coi fatti e non con le parole. Delle quali, invece, è intrisa la mozione di sfiducia al premier presentata in Parlamento da un altro esponente dell’opposizione, l’ex pm Antonio Di Pietro. L’ex ministro però, a differenza del suo ex alleato Franceschini, più che l’attacco sul fronte del pettegolezzo predilige quello sul versante giudiziario, naturalmente a lui più congeniale. Ma, si tratti di veline o di sentenze, la musica non cambia: si attacca a testa bassa il presidente del Consiglio, ma non si porta avanti uno straccio di proposta sulle cose da fare in concreto.

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Il: 27 05 2009| Nessun Commento »
mag 22

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Il: 22 05 2009| Nessun Commento »
mar 28

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Per non avere più paura di vivere nelle nostre case, di passeggiare sulle nostre strade, di lavorare nei nostri esercizi commerciali. Per garantire la nostra incolumità e quella delle nostre famiglie.

Clicca sull’immagine per avere il volantino da stampare e distribuire a tutti i tuoi conoscenti!

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Il: 28 03 2009| Nessun Commento »
mar 24

La nascita del Pdl, inteso come unico punto di riferimento per gli elettori di Forza Italia e Alleanza Nazionale e non più solo come partito unico in Parlamento, è senza dubbio un grosso contributo alla semplificazione del quadro politico, iniziata già più di un anno fa e conclamata poi dal risultato elettorale delle Politiche dello scorso anno. In molti si chiedono cosa cambierà adesso nei rapporti con la Lega Nord e se il nostro movimento trarrà un vantaggio elettorale dalla suddetta fusione.

Sul primo punto riteniamo che non ci saranno grossi cambiamenti, considerato che già da un anno, ma anche nella XIV legislatura e poi dalle fila dell‘opposizione nei due anni di governo Prodi, il centrodestra e la Lega hanno dato prova di coesione non solo elettorale ma anche programmatica, che si è poi tradotta in un’efficace azione di governo. Certo, non sono mancati momenti di confronto, qualche volta anche animato, ma questo fa parte della dialettica politica, e più in generale della democrazia, e sarebbe davvero inusuale se non esistesse. Inoltre, la consolidata alleanza tra il Carroccio, da un lato, e Berlusconi e Fini dall’altro, non è stata né dettata da compromessi dell’ultima ora né improntata alla gestione dell’ordinario.

La storia della Repubblica insegna che non tutti i governi sono stati uguali per ambizioni, forza della maggioranza che li sosteneva, carisma dei presidenti del Consiglio e dei segretari dei partiti che appoggiavano l’esecutivo, contesti politici nazionali ed internazionali nei quali si trovavano ad operare. Lega e Pdl, insomma, non hanno mai governato per la gestione dell’ordinario, né tanto meno per il mantenimento del potere a fini clientelari, ma per cambiare davvero un sistema istituzionale che ha dimostrato di non essere più all’altezza delle sfide, economiche e sociali, dei nostri tempi.

In tal senso, ne siamo certi, la fusione del partito del premier con quello del presidente della Camera non può che contribuire ad accelerare le riforme che, oltre a quella determinante del federalismo, in futuro potrebbero anche riguardare quelle costituzionali, come il Senato federale e i nuovi compiti del parlamento. Per quanto riguarda poi il secondo punto, e cioè se la Lega trarrà un vantaggio elettorale dalla nascita del nuovo partito, condividiamo le parole del presidente del gruppo parlamentare del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, quando dice che “la concorrenza è l’anima della vita, anche in politica”.

Aggiungiamo che la Lega Nord non ha paura di concorrere né con il Pdl né con altre forze politiche, a maggior ragione poi se si tratta di confrontarsi sui temi che ci stanno più a cuore, come il decentramento politico e amministrativo delle istituzioni, la sicurezza dei cittadini, la valorizzazione delle specificità locali. Su queste battaglie, che costituiscono peraltro il nostro DNA da sempre, siamo disposti a confrontarci con tutti gli attori del sistema politico,nell’esclusivo interesse dei cittadini padani.

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Il: 24 03 2009| Nessun Commento »
mar 23

Vi ricordate l’ultima campagna elettorale? Si? Vi ricordate allora qual’era il grido di battaglia?

SI-CU-REZ-ZA e tutti d’accordo i politici in odore di poltrona. Vi ricordate?

Bene… Guardate un po’ cosa succede ora, dopo che sono stati eletti coi vostri voti, con i voti di chi vuole più sicurezza…

Fanno di tutto per ostacolare quelli come noi della Lega che da sempre lottiamo per questo e che forti dei vostri voti stiamo cercando tutte le strade per rendere più sicure le nostre strade… e scusate il giro di parole.

Come questi questi 101 fenomeni… che ora, dopo che il Senato ha già dato l’ok, stanno facendo marcia indietro e hanno iniziato coi balletti ..ma si però… poverini… allora ribadiamo il concetto: o la sicure la si vuole e la si fa o si cambia bandiera!

E ricordatevelo.. voi che andrete a votare il prossimo giugno che ci sono i barlafuss che promettono e poi non mantengono. E poi ci sono quelli seri, quelli della Lega, che nonostante tutto e tutti continuano a combattere per darvela questa sicurezza.

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Il: 23 03 2009| Nessun Commento »
mar 11

E’ senza mezzi termini la dichiarazione di Gigi Codazza, consigliere di minoranza a Landriano. “Abbiamo capito tutti che la campagna elettorale dell’attuale Sindaco è iniziata già da mesi, ma questo è troppo. I cittadini verranno chiamati per l’ennesima volta a firmare una petizione popolare che sancisce di fatto l’incapacità dell’attuale amministrazione ad avere rapporti fruttosi con le altre realtà amministrative e produttive.”

“Prendiamo il caso delle Poste. Il Sindaco ha propagandato per anni come suo vanto l’aumento di abitanti di Landriano. Una programmazione saggia avrebbe coinvolto le stesse Poste, avvisandole per tempo di quanto stava avvenendo nel nostro Comune, cercando di concordare nuovi impiegati e un nuovo ufficio. Invece no, il Sindaco è intervenuto solo quando la situazione è diventata esplosiva, cavalcando una battaglia per la quale noi crediamo anche lui sia uno dei diretti responsabili. Successivamente, vista la propria manifesta incapacità di avere un confronto serio con le Poste, ha cercato l’appoggio popolare. Ma è degno di un Sindaco comportarsi in questo modo?”

Codazza continua sulla campagna elettorale. “Ormai anche i più sprovveduti hanno capito che da oggi a Giugno vedremo altre petizioni popolari organizzate dall’attuale Sindaco. Se la prenderà ancora contro le Poste, poi contro la Provincia, contro la Regione, contro l’Asm, contro l’Asl contro Tremonti e Maroni, e con chissà quanti altri enti, aziende o ministri, pur di lavarsi le mani dai problemi che non è stato in grado di risolvere. Potremmo abbassarci al suo livello organizzando una Petizione Popolare contro l’abbattimento selvaggio degli alberi, oppure per il dissesto stradale delle vie di Landriano. Non lo faremo, perchè siamo già al lavoro per cercare di risolvere i danni che questa amministrazione ha provocato.”

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Il: 11 03 2009| Nessun Commento »
feb 26

Nonostante la massiccia campagna antileghista che è apparsa sui media, sono molti i sondaggi che registrano un gradimento della popolazione alle cosiddette ronde.

Dopo gli innumerevoli fatti di cronaca, che ormai quasi non fanno più notizia, che purtroppo hanno registrato negli ultimi giorni un’inarrestabile innalzamento del livello di guardia, il governo ha deciso di accelerare i tempi per l’adozione delle contromisure. Nel decreto legge dello scorso 20 febbraio, tra gli altri provvedimenti, le ronde sono così diventate legge:poliziotti e carabinieri in pensione, ma anche semplici cittadini riuniti in associazione di volontari, pattuglieranno le città per segnalare alle forze dell’ordine situazioni di degrado, insicurezza o emergenza.

Le ronde, “particolare” da sottolineare, non saranno armate e dovranno essere autorizzate da sindaci e prefetti. Secondo uno degli ultimi sondaggi d’opinione, ben il 52% degli italiani ha dichiarato la propria disponibilità a partecipare alle ronde.
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Il: 26 02 2009| Nessun Commento »
feb 21

Quella appena trascorsa è stata una brutta mattinata a Landriano. Uno dei due filari di alberi che percorreva via Milano è infatti stato abbattuto senza alcuna motivazione plausibile. Alberi cari ai landrianini, sotto i quali potevano passeggiare tranquillamente all’ombra anche in piena estate. Forse qualche pianta sarà stata malata, forse correva il pericolo di cadere nella roggia adiacente, ma quello che stupisce tutti noi è stata la decisione di abbattere una quarantina di alberi completamente e in una volta sola. Possibile fossero tutti malati e pericolanti?

Non possiamo che giudicare pessima l’idea di eseguire questo genere di operazioni il sabato mattina, visto l’elevato numero di persone che si dirigono verso il mercato percorrendo quel tratto di via Milano. Non solo: la segnaletica e le precauzioni in merito alla sicurezza dei lavoratori e dei passanti sono state palesemente inadeguate. Ciliegina sulla torta il cingolato che durante i lavori ha ovviamente rovinato parte della pavimentazione stradale.

Nel 1952 Adlai Stevenson disse di Nixon. “E’ il tipo di politico capace di tagliare un albero in fiore e poi salire sul tronco e tenere un discorso sulla conservazione”: una citazione che calza a pennello sul Sindaco di Landriano. Stando all’umore dei cittadini, in molti finalmente se ne sono accorti.

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Il: 21 02 2009| Nessun Commento »
feb 18

I guai di Veltroni cominciano da lontano. Il risultato disastroso per il Pd ,e per tutta la coalizione di centrosinistra, alle elezioni regionali in Sardegna non è imputabile, a nostro avviso, a delle semplici scelte locali ma è la diretta conseguenza di una strategia sbagliata su molti fronti. Berlusconi si è scommesso in prima persona in questa campagna elettorale, appoggiando incondizionatamente Cappellacci, e facendo sentire tutto il suo peso anche con una costante frequenza personale nell’isola. Se sia giusto o meno che il segretario del Pd abbia gettato la spugna, dopo la disfatta sarda, non sta certo a noi dirlo. Nel prenderne atto,tuttavia possiamo solo dire che si è trattato di un’assunzione piena di responsabilità, senza se e senza ma. Del resto, non poteva essere altrimenti, se si pensa all’enorme potere che a Veltroni è stato riconosciuto nella gestione del Pd.

Per molti mesi l’ex sindaco di Roma ha potuto agire indisturbato, mentre ben due classi dirigenti, quella della Margherita e quella dei Ds, stavano per così dire a guardare. Veltroni ha potuto dettare la linea politica, ha fatto delle scelte assolutamente opinabili già durante l’ultima fase del governo Prodi, accelerando di fatto le fasi della crisi e il successivo scioglimento delle Camere. Il Nostro si è poi cimentato in una forsennata campagna elettorale per risalire la china, visto che, è giusto riconoscerlo, a tal proposito il lascito governativo di Prodi non lo ha certo aiutato.

Veltroni, però, si è ulteriormente complicato la vita, prima con della candidature poco azzeccate, e poi con la madre di tutti gli errori, l’alleanza con Di Pietro. Su questo fronte, il segretario del Pd si è proprio scavato una fossa politica con le sue mani. Aver permesso all’ex pm di allearsi, prima, e di portare poi una pattuglia di rappresentanti in Parlamento, è stato un grave errore, le cui conseguenze non si sono certo esaurite una volte chiuse le urne.

Di Pietro, infatti, si è insinuato come un cavallo di Troia nella coalizione di centrosinistra, ne ha eroso parte del consenso ma,soprattutto, ha costretto il segretario del Pd ad un estenuante inseguimento sulle sue posizioni populistiche. Sul fronte del Pdl, invece, non c’è dubbio che il risultato elettorale abbia rafforzato il premier, la coalizione che guida e, quindi, anche le scelte di governo. In primis, quella del federalismo, per la quale tanto la Lega Nord si sta spendendo in questi mesi, è che non ha mancato di essere uno dei tempi nella campagna elettorale in Sardegna.

Motivo di più, quindi per spingere il piede sull’acceleratore dell’approvazione del federalismo.

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Il: 18 02 2009| Nessun Commento »
feb 13

«Ho avuto solo paura di morire, c’era una pistola puntata verso di me>>

Sono queste le parole che vi devono fare riflettere: avere paura di morire perché stai svolgendo il tuo lavoro, perché il tuo lavoro ti porta ad avere una cassa con del denaro liquido,denaro che in questo mondo di balordi fa gola.

Paura di morire, in questo mondo alla rovescia, dove ti uccidono anche per pochi spiccioli, e quando si ha paura di morire non è più vita.

Aveva paura di morire, Giovanni Petrali, il tabaccaio imputato di omicidio volontario e tentato omicidio, che nel 2003 ha ucciso un rapinatore e ferito un suo complice, durante una rapina nel suo bar tabacchi di piazzale Baracca a Milano.

Per i Celti, il furto era il male di tutti mali, l’unico reato punibile con la pena di morte: perché rubando qualcosa, qualsiasi cosa rubi il futuro dell’altro.

Non stiamo istigando alla violenza, ma si deve sapere che se decidi di non andare onestamente a lavorare
e preferisci andare a rapinare gli onesti commercianti, puoi anche ritrovarti quello che se ha la pistola ti spara, per difendersi, per difendere il suo negozio, la sua attività, la sua vita, la sua famiglia.

Perché nessuno ti spara se vai onestamente a lavorare in fabbrica ma qualcuno ti può sparare per difendersi se tu provi a rapinarlo.

E che questo si chiama legittima difesa.

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Il: 13 02 2009| Nessun Commento »

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